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Ho scritto un istant book dal titolo “Il diritto di dissentire. Manuale per criticare Israele senza cadere nella trappola della nuova legge bavaglio – DDL antisemitismo”

Mentre a Gaza si consuma quello che in tanti chiamamo con il suo nome, il Parlamento italiano manda al voto un disegno di legge che recepisce la definizione di antisemitismo.

Sulla carta è una norma contro l’odio, e nessuno può essere contro una norma che combatte l’odio. Nella pratica, sette degli undici indicatori allegati a quella definizione non parlano degli ebrei: parlano dello Stato di Israele e delle sue politiche. Gli stessi estensori del testo IHRA hanno scritto nero su bianco che non doveva mai diventare legge.

Il risultato è facile da immaginare, e sta già succedendo. Vignettisti, comici, relatori delle Nazioni Unite, giornalisti trascinati nel sospetto di antisemitismo per aver criticato un governo. Non un popolo, non una religione, non una comunità. Un governo. La distinzione è elementare, la conosce chiunque abbia fatto un’ora di educazione civica, ed è esattamente quella che questa legge rischia di rendere impraticabile.

Quindi: mentre uno Stato agisce criminosamente da anni nell’impunità più totale, qui – con l’avallo di pezzi del Partito Democratico oltre che del Governo – si lavora per rendere più costoso dirlo ad alta voce.

Per questo ho scritto un instant-book “𝗜𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲. 𝗠𝗮𝗻𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗜𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗯𝗮𝘃𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼 – 𝗗𝗗𝗟 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝗺𝗶𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼”.

Dentro c’è la cronaca del ddl, gli undici indicatori IHRA, la differenza tra antisemitismo e antisionismo, i casi di chi ci è già finito in mezzo e un capitolo operativo su come si continua a dire quello che va detto restando nel perimetro legale.

L’antisemitismo è una cosa seria e va combattuto sul serio, non usato come scudo per un governo e soprattutto per un genocidio. Questo libriccino serve a tenere separate le due cose.

“La materia di cui è fatto un sogno”. Il video aziendale di Tradimalt SpA

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo video, la domanda era: come si racconta un sogno lungo 25 anni? Parte della risposta è stata quella di togliere la voce narrante e lasciar parlare chi quel sogno lo realizza ogni giorno — i responsabili di reparto di Tradimalt (e tra questi anche me).
Il racconto si intreccia con le infografiche tecniche che mostrano la sostanza dietro la visione: capacità produttiva, ricerca, crescita nel mercato del Sud Italia.
“Tradimalt. La materia di cui è fatto un sogno.”
Shakespeare non me ne voglia, ma un po’ di poesia arriva anche nel duro mondo dell’edilizia. 🙂
I’m proud of it.

Israele sta per demolire una guest house e un’opera d’arte (anche mia)

Ho appena appreso che la guest house di “Operazione Colomba”, situata ad At-Tuwani (Cisgiordania), rischia di essere distrutta dalle ruspe israeliane. [qui: Il Fatto Quotidiano]
In pratica, la Corte Suprema israeliana ha respinto il ricorso contro l’ordine di demolizione e ha ordinato l’operazione entro due settimane. Si tratta di un luogo che dal 2021 ha accolto attivisti, giornalisti, delegazioni internazionali: un punto di incontro, solidarietà, visibilità.

Parte dei lavori erano stati avviati nel 2020, in conformità con il piano regolatore locale (appartenente all’amministrazione israeliana). Tuttavia, subito dopo il completamento, è arrivata un’ingiunzione che ha sospeso i lavori — si è usato il pretesto che l’area fosse “sito archeologico” — negando così la proprietà palestinese su quel terreno.

Il processo giudiziario è corso per anni, con rinvii continui, fino a questa decisione drammatica: demolire.
Per contrastare questo destino, è stato creato un murales di 40 metri quadrati sulla facciata dell’edificio, realizzato dal Collettivo FX. E, più di questo, ognuno dei metri quadrati del murales è stato offerto in vendita per acquistarlo simbolicamente: trasformare l’edificio in una proprietà collettiva, internazionale.
Ad oggi, risultano 75 proprietari sparsi per il mondo.


E io? Anch’io ero parte di questa iniziativa

Anch’io ho aderito a quella campagna.
Ho comprato una piccola parte dell’opera — un metro quadro, un simbolo, un gesto — convinto che fosse un contributo, piccolo ma concreto, a un progetto di pace, memoria e giustizia.
Sono oggi comproprietario di una porzione di quella guest house.

Eppure, Israele si appresta a demolirla. Con quale diritto? Dove sta la base legale? Non c’è una giustizia che lo giustifichi. Non un processo imparziale, non un riconoscimento internazionale.
Solo un atto di forza, eseguito contro un bene simbolico, condiviso, collettivo.


Un fenomeno sistemico: abuso, negazione, cancellazione

Questa vicenda non è un episodio isolato: è una manifestazione — tra le tante, troppe — delle violazioni del diritto internazionale (per citarne un’altra recente e popolare, l’abuso in acque internazionali contro la Flottillia) e della sistematica negazione dei diritti civili e umani dei palestinesi.
Un’occupazione che si nutre del potere di cancellare. Un diritto — il diritto alla terra, alla memoria, all’abitare — continuamente calpestato. Un abuso che non colpisce solo i muri, ma speranze, identità, storie.

Israele non ha più alcuna scusa, la sua vergognosa arroganza è palese.
Ogni demolizione testimonia però anche un’altra verità: che la resistenza — civile, simbolica, collettiva — è necessaria.

Documentari e film sulla Palestina

Tengo traccia qui, per pubblica utilità, di una serie di link a documentari più o meno collegati alla Palestina. Alla luce degli attuali eventi, un gran numero di registi ha reso disponibili online gratuitamente i propri film sulla Palestina.

Di seguito sono riportati i link ai film. Sentitevi liberi di guardarli e condividerli per diffondere il nostro messaggio al mondo:

•⁠ ⁠Una raccolta di film documentari di Al Jazeera Documentary:
Italiano: https://bit.ly/3yp2nBI
Italiano: https://bit.ly/2SSpMeC
Italiano: https://bit.ly/3f0KK3P

•⁠ ⁠Il film documentario “Guardiano della Memoria”:
Italiano: https://youtu.be/eywuYeflWzg

•⁠ ⁠Il film documentario “Empty Seat”:
Italiano: https://youtu.be/an4hRFWOSQQ

•⁠ ⁠Il film documentario “Resistance Pilot”:
Italiano: https://youtu.be/wqSmdZy-Xcg

•⁠ ⁠Il film documentario “Jenin”:
Italiano: https://vimeo.com/499672067

•⁠ ⁠Il film documentario “L’Ulivo”:
Italiano: https://vimeo.com/432062498

•⁠ ⁠Il film documentario “Scene dall’occupazione di Gaza 1973”:
Italiano: https://youtu.be/1JlIwmnYnlE

•⁠ ⁠Il film documentario “Gaza combatte per la libertà”:
Italiano: https://youtu.be/HnZSaKYmP2s

•⁠ ⁠Il film documentario “I figli di Arna”:
Italiano: https://youtu.be/cQZiHgbBBcI

•⁠ ⁠Il cortometraggio “Fragola”:
https://vimeo.com/209189656/e5510a6064

•⁠ ⁠Il cortometraggio “The Place”:
Italiano: https://youtu.be/fgcIVhNvsII

•⁠ ⁠Il film documentario “Il Sindaco”:
Italiano: https://youtu.be/aDvOnhssTcc

•⁠ ⁠Il film documentario “La Creazione e la Nakba 1948”:
Italiano: https://youtu.be/Bwy-Rf15UIs

•⁠ ⁠Il film documentario “Occupazione 101”:
Italiano: https://youtu.be/C56QcWOGSKk

•⁠ ⁠Il film documentario “L’ombra dell’assenza”:
Italiano: https://vimeo.com/220119035

•⁠ ⁠Il film documentario “The Don’t Exist”:
Italiano: https://youtu.be/2WZ_7Z6vbsg

•⁠ ⁠Il film documentario “Come disse il poeta”:
Italiano: https://vimeo.com/220116068

•⁠ ⁠Il film documentario “Cinque telecamere rotte”:
Italiano: https://youtu.be/TZU9hYIgXZw

•⁠ ⁠Il lungometraggio “Paradise Now”:
Italiano: https://vimeo.com/510883804

•⁠ ⁠Il cortometraggio “Abnadam”:
Italiano: https://youtu.be/I–r85cOoXM

•⁠ ⁠Il lungometraggio “Le Nozze di Galilea”:
Italiano: https://youtu.be/dYMQw7hQI1U

•⁠ ⁠Il lungometraggio “Keffiyeh”:
Italiano: https://vimeo.com/780695653

•⁠ ⁠Il film documentario “Slingshot Hip Hop”:
Italiano: https://youtu.be/hHFlWE3N9Ik

•⁠ ⁠Il film documentario “Tal Al-Zaatar”:
Italiano: https://youtu.be/Ma8H3sEbqtI

•⁠ ⁠Il film documentario “Tal Al-Zaatar – Gli aspetti nascosti della battaglia”:
Italiano: https://youtu.be/Ma8H3sEbqtI

•⁠ ⁠Il film documentario “Nella morsa della resistenza”:
Italiano: https://youtu.be/htJ10ACWQJM

•⁠ ⁠Il film documentario “Swings”:
Italiano: https://youtu.be/gMk-Zi9vTGs

•⁠ ⁠Il film documentario “Naji Al-Ali: un artista visionario”:
Italiano: https://youtu.be/Y31yUi4WVsU

•⁠ ⁠Il film documentario “The Upper Gate”:
Italiano: https://vimeo.com/433362585

•⁠ ⁠Il film documentario “Alla ricerca della Palestina”:
Italiano: https://vimeo.com/184213685?1

•⁠ ⁠Il lungometraggio “Il sale di questo mare”:
Italiano: https://bit.ly/3c10G3Z

•⁠ ⁠Il film documentario “Tell, Little Bird”:
Italiano: https://youtu.be/wdkoxBjKM1Q

•⁠ ⁠La serie “Estrangement palestinese”:
Italiano: https://bit.ly/3bXNAVp

•⁠ ⁠La serie “Io sono Gerusalemme”:
Italiano: https://bit.ly/3hG8sDV

📘 “Palestina. Se questo è un genocidio”

Ho scritto un “instant book” (circa 40 pagine) sul genocidio in Palestina. 

L’ho scritto per provare a dare uno sfogo al senso di impotenza e trasformalo in qualcosa di utile. 

Per ricostruire l’orrore, ma anche per archiviarlo: perché resti traccia. Perché qualcuno potrà usarlo per chiedere giustizia o per testimoniare, anche solo in un dibattito tra amici, le origini e le proporzioni dell’ecatombe.

Ho cercato di raccontare in brevissimo la strategia narrativa che ha accompagnato il genocidio in corso a Gaza. Per questo cito Levi nel titolo. 

Vorrebbe essere una raccolta di prove, una ricostruzione cronologica e “qualitativa” dei fatti, un modo per non cedere all’assuefazione. 

Ci sono capitoli soggetti ad aggiornamento (la conta dei morti, i nomi dei giornalisti ecc), c’è un capitolo che rimanda ad un archivio di video – anche questo soggetto ad incremento quasi quotidiano – e ce n’è un altro che ricostruisce i fatti dei primi giorni, ma non “dal 7 ottobre”: dal 7 di agosto 2023

I guadagni del libro saranno devoluti a progetti di ONG (UNRWA e OXFAM) che lavorano per migliorare le condizioni di vita dei bambini palestinesi.

📎 E’ disponibile, sia in formato cartaceo che digitale, qui → https://amzn.to/3FrvNb7

Sicilia, tra bandi, banditi, felicità e amicizia. Di loghi turistici della regione

“Your happy island”, così recita il pay-off che accompagna il nuovo logo turistico della Regione.

E così la nostra “isola felice” ne ha combinata un’altra, ma sempre con il sorriso sulla bocca e con quella simpatica spensieratezza che la contraddistingue in casi come questi.

Se vogliamo “Isola felice” è già un monito contro i “nemici da cuntintizza”: espressione quest’ultima che a Castelbuono di recente ha assunto una caratterizzazione specifica, ma che in generale in larga parte della Sicilia addita coloro che “criticano a prescindere”, generalmente a sproposito e per il solo gusto di criticare.

Coscienti di poter essere facilmente classificati in questo club, siamo costretti stavolta ad intervenire perché al peggio raramente consegue una fine; e lo dimostra il troppo timido polverone sollevatosi per lo schiaffo ai fotografi inferto dall’assessorato regionale al turismo, guidato dal provvido Manlio Messina, che solo pochi giorni fa bandiva un riconoscimento di ben 30€ per l’acquisizione (dello scatto e della proprietà esclusiva) di foto “turistiche”. Potete leggerne qui.

Ma i banditi non si sono limitati a quello (non mi si fraintenda: gli atti banditi dall’assessorato). Quello schiaffo era solo un buffetto, un avvertimento. Il “bello” è arrivato ieri, con video “teser” (avevano inizialmente scritto così, ma forse intendevano “taser”, visto l’effetto fulminante) e finalmente con ILLOGO, l’agognato brand.

Stavolta il banditismo si è inceppato, quantomeno nella sua accezione procedurale, e si è declinata in un affidamento diretto che ha avuto la delicatezza di richiamare le 30€ di qualche giorno prima e aggiungergli – pare, e vi crediamo – tre zeri dietro.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, purtroppo. Calpestando ogni qualsiasi voglia buona prassi procedurale, progettuale e persino congetturale. [Per approfondimenti leggi anche l’articolo di Artribune]

Che non si dica però – come accade sovente in questi casi – che sia un lavoro fatto “dal cugino di turno perché, posso testimoniare per conoscenza diretta, che tra l’assessore e i titolari dell’agenzia affidataria (la catanese World srl) non vi è alcuna parentela. Amicizia sì, quella tra Manlio l’assessore e i soci, è un sentimento autentico, antico e arcinoto a chiunque sia stato qualche mese sotto il vulcano.

Marchio della Sardegna disegnato da Pentagram nel 2006
Entrare nel merito tecnico è persino superfluo, evidenziare la banalità del progetto e l’assenza di presupposti minimi di usabilità è umiliante (lo scorso anno, tornando in scala locale, avevamo detto qualcosa di tecnico qui su un tentativo altrettanto maldestro dell’amministrazione comunale).

Assenza di qualsiasi ambizione, capacità di discernimento, mortificazione sistematica di professionalità.

La “Sicilia diventerà bellissima”, ne siamo certi, nonostante poesie dedicate alle SS e loghi di questa fattura…

Ce la faremo.

AGGIORNAMENTO: Ne è nata più di una parodia, compresa una tshirt che propone… una specie di anagramma.

Un nuovo Castelbuono.Org per una nuova Castelbuono

Castelbuono.Org è un progetto editoriale di blogging che ho avviato nel “lontano” 2006. Su internet, tredici anni equivalgono ad un’era geologica: per intenderci, Facebook in Italia sarebbe arrivato due anni dopo.
Castelbuono.Org ha nel proprio database un archivio di 15mila articoli e, negli anni, ha contribuito prima e più di ogni altro a condividere l’informazione locale, a stimolare iniziative e a promuovere all’esterno il dinamismo del paese e dei suoi abitanti: dall’imprenditoria agli eventi, molti dei principali attori di questi ed altri comparti tredici anni fa avevano tutt’altra percezione fuori e dentro la comunità.
Da qualche settimana il progetto vira verso nuovi lidi; Castelbuono.Org guarderà sempre meno il proprio ombelico e proverà ad occuparsi maggiormente di raccontare il territorio agli avventori, nel tentativo di contribuire ad affermare (davvero) il paese come meta emancipata e turisticamente rilevante. Ad oggi, così non è.

Qui potrete leggere le novità del nuovo layout, con tanto di changelog aggiornato nel tempo, la sfida lanciata all’amministrazione di un brand per Castelbuono (per il momento nostro) e soprattutto cominciare a seguire gli “itinerari”, in italiano e in inglese, che racconteranno Castelbuono a puntate. Ecco le prime:

• Una sintesi generale su Castelbuono, scritta da me;
• Un bel pezzo di Valentina Bonomo sulla pregiata pasticceria, i dolci – della tradizione e non – che vi attendono a Castelbuono;
• Un altro interessante racconto, sempre di Valentina, sul patrimonio naturalistico nel dintorno del paese: splendido.

Piccole chicche, certamente non esaustive del tema, che però aprono ad una narrazione nuova, per provare a guardare e preservare ciò che merita e migliorare nel valorizzarlo e promuoverlo a chi sceglierà di visitarci.

Una raccolta fondi per far rivivere il giardino di Antonio Castelli

Restituire alla collettività il valore di un autore straordinario, Antonio Castelli, ed i luoghi da lui amati, adesso di proprietà di tutti. A questo mira l’appello lanciato dall’Associazione culturale Castelli – Di Pace, attraverso una campagna di raccolta fondi online su Eppela (link).

Diffondere l’opera di Castelli e valorizzare i beni materiali ed immateriali del suo patrimonio – da qualche anno generosamente donati al Comune dalla moglie, Liana Di Pace – mediante laboratori che promuovano le potenzialità estetiche e produttive della campagna e dell’orto.
Queste le principali finalità che hanno portato alla nascita dell’Associazione culturale Castelli Di Pace, che opera da oltre un anno per promuovere un autore che merita di appartenere al grande pubblico, valorizzando al contempo la preziosa casina, il giardino e l’orto circostante, da rimettere in coltura.

Ed è proprio questo l’obiettivo di questa prima raccolta fondi: ottenere le somme necessarie alla sistemazione del giardino e dell’orto, per creare i presupposti ad una cooperativa agricola di autofinanziarsi con i prodotti della terra.

Un piccolo dono, il vostro, che verrà contraccambiato da libri, magliette, cd, stampe ed anche prodotti biologici dell’orto che nasceranno proprio grazie al recupero degli spazi verdi intorno alla casa. Ma, soprattutto, un piccolo gesto che contribuirà a promuovere uno scrittore siciliano di rara qualità, tanto schivo e sensibile quanto dirompente con la sua arte.

La campagna di crowdfunding durerà circa un mese.

> https://www.eppela.com/it/projects/18323-giardino-e-orto-per-la-casina-castelli-di-pace

Castelbuono. “Patrimonio, mecenatismo, restauri. L’auspicata inversione di rotta”

Pubblicato sul periodico “Le Madonie” – maggio 2018.

Sabato 22 aprile 2018, nella Sala del Principe del nostro castello, il Museo Civico di Castelbuono ha organizzato la “Giornata di studio sui Patrimoni della Collettività – conservazione, manutenzione, sfide”, ideata da Laura Barreca, direttore del Museo, e Camilla Mazzola, restauratrice e membro direttivo IGIIC. L’interessante mattinata si proponeva di affrontare le questioni relative allo “stato di salute” dei beni artistici e architettonici appartenenti alla comunità, offrendo la partecipazione ai lavori di autentici esperti in materia di restauro. Straordinaria, ad esempio, la presenza in sala di Pinin Brambilla Barcillon, autrice del restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie a Milano, a cui è dedicato il lavoro video degli artisti MASBEDO, allestito nelle sale temporanee del Museo e anch’essi intervenuti nel dibattito.
Una mattinata preziosa, ricca di spunti e testimonianze esemplari, che ha fatto magnificamente da cornice ad un approfondimento sul recente restauro dell’Assunzione della Vergine– ad opera di Enzo e Angela Sottile – e all’annuncio ufficiale di una nuova sponsorizzazione dell’azienda Fiasconaro, evidentemente entusiasta dell’esperienza da mecenate, da destinare stavolta al restauro di parti e stucchi della Cappella Palatina. 
La qualità degli interventi e delle riflessioni emerse avrebbero meritato una trattazione più ampia, con un ritorno pomeridiano quantomeno sui temi e le emergenze del territorio, riservando spazio al dibattito e ad una esplicita chiamata all’impegno da parte della politica. In realtà registriamo con favore l’impegno assunto dal sindaco Mario Cicero, nei saluti iniziali, di tornare a destinare annualmente l’1% del gettito IMU al restauro di parti del nostro patrimonio locale, pratica meritoria già avviata dallo stesso nel quinquennio 2007-2012, e poi – purtroppo – interrotta dalla successiva amministrazione comunale ed evidentemente non sollecitata con la dovuta perentorietà anche dalle amministrazioni museali.
Se è da registrare con grande soddisfazione questa giornata sul tema, c’è infatti da auspicare anche che segni un’inversione di rotta. Ritengo utile a tutti non tacere del sostanziale disimpegno sulle materie della conservazione del patrimonio storico-artistico castelbuonese degli ultimi anni, in cui poco è stato fatto in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria e, ancora meno, è stato avviato di nuovo nella direzione del recupero monumentale e della salvaguardia. Ottenuto il recupero del polo di San Francesco – che comunque rappresenta il compimento di un iter non recente e per il quale sarebbe da sollevare un dibattito diverso sulla reale fruizione e valorizzazione – non mi sovviene altro.
Se si fosse aperto il dibattito avrei proposto all’istituzione museale di dedicare un appuntamento annuo in cui censire e condividere lo stato di degrado di alcuni beni del territorio, indicando l’opportuna gerarchia di urgenze e chiamando la collettività, pubblica e privata, ad un impegno diretto. Al Museo il compito anche di suggerire le opportunità offerte dalla legislazione in materia – ad esempio le detrazioni normate dall’ “Art Bonus” – e di ideare una strategia premiante, in termini di visibilità, per nuovi sponsor-mecenati. 
Tanti, incluso chi scrive, non si tirerebbero indietro.

In un elaborato dell’arch. Chiara Alessandro, il Giardino Grande dei Ventimiglia di contrada Marchese, ancora oggi leggibile nell’ortofoto grazie ai muri perimetrali dei tre quadrati residui.

Già il solo porre l’attenzione, monitorare e sensibilizzare su larga scala, contribuirebbe alla salvaguardia: il degrado è innanzitutto conseguenza di un abbandono cognitivo. Dopo cinquecento anni, rischiamo oggi di disperdere la leggibilità del Giardino dei Ventimiglia, visto che parte del muro perimetrale, proprio in queste settimane, è stato rinnovato dal legittimo proprietario (non so quanto legittimamente…). L’abbazia di Santa Maria del Parto, l’ex “Romitaggio”, sta lì – non fruita e inerme – e senza idee e progetti il destino appare segnato. Lo stesso per la Chiesa dell’Annunziata in piazza Castello o per le statue della Fontana Venere Ciprea, per citare i soli casi più evidenti ed eclatanti. Senza spingersi all’opportunità di una conservazione preventiva, sollevata nell’intervento di Enzo Sottile, casistica che dovrebbe includere lo stesso Castello.

Per non parlare dell’ambizione ad immaginare una piazza Castello viva e curata, innanzitutto con un recupero del cine-teatro che abbia come priorità la diminuzione dei volumi invasivi e “l’impatto” con il dintorno; l’ascensore interno al Castello, per una fruizione potenzialmente di tutti, opportunamente richiamata nel saluto della presidente Sottile, o l’antica Cappella di sant’Anna, splendida “anomalia” che darebbe corpo ad una più corretta narrazione sull’evoluzione del maniero, ed ulteriore singolarità e bellezza.
In più interventi è stato richiamato l’impegno dell’amministrazione museale da me presieduta dieci anni fa, che si inaugurava con l’intelligente “pugno nello stomaco” della mostra “L’arte sVelata”, lasciata come ideale passaggio di testimone dal precedente CdA presieduto dal prof. Angelo Ciolino. Adeguatamente sensibilizzati, accettammo quella sfida e decidemmo di condividerla con l’intera comunità, dapprima con la due giorni del convegno “Svelare l’arte, come” e poi avviando una politica di recupero sistematico, ogni anno, anche grazie alla determinazione del direttore Scancarello, coinvolgendo tutti gli interlocutori sensibili. Colgo l’occasione per ringraziare finalmente pubblicamente l’azienda Fiasconaro, che già allora scelse di destinare un’importante somma per il restauro del portale lapideo dei Serpotta d’ingresso alla Cappella, chiedendoci di non pubblicizzare tale sostegno. 

Il Museo proseguì ridando vita allo splendido portone ligneo con propri fondi, e con l’integrazione di quelli “strappati” all’impegno comunale in sede di convegno (a proposito: curioso notare che la moderatrice di allora, Rosa Maria Di Giorgi, sia stata la prima firmataria proprio di quell’Art Bonus di cui sopra), la pulitura dell’intero patrimonio ligneo del Museo e finalmente con il recupero completo di quel corpus pittorico della Chiesa dell’Annunziata “velato”, chiudendo idealmente il cerchio e mantenendo un impegno innanzitutto simbolico ma di per sé ben insito nella missione dell’istituzione e nel significato stesso della “continuità”. 
Credo che oggi i tempi siano maturi, e la dirigenza museale sia la più congeniale possibile, per attuare una nuova stagione di recupero e valorizzazione che, con il contributo di tutti e sullo slancio dell’esempio offertoci dai Fiasconaro, possa esaltare i caratteri identitari e costituire un caso praticamente unico, positivo ed esemplare, in una Sicilia generalmente disattenta e sciatta.  

Michele Spallino

Nasce “Estrema sintesi”. Freddure del giorno per Fantapolitico.it

La sintesi paga sempre. L’estrema sintesi invece no, non a caso qui non mi pagano.
Ad ogni modo: ho preso a scrivere pillole di satira politica per il nuovo magazine di comunicazione politica “Fantapolitico”.
Le prossime le troverete tutte qui.